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Il castello si sviluppa su tre piani ed ognuno dispone di sale molto caratteristiche e di notevole interesse storico sia per la loro singolare architettura, sia per gli affreschi che le rendono uniche.
 Il visitatore viene catapultato in un'atmosfera magica fatta di rimandi storico-culturali che vanno dal Medioevo, al Rinascimento fino al Risorgimento.
Le sale affrescate costituiscono senz'altro la principale attrattiva del castello, ma numerosi sono i luoghi piccoli e nascosti che, se si chiudono gli occhi per un attimo, ancora consentono di immaginare la vita quotidiana dell'epoca.

L'interno del castello è il luogo  ideale per matrimoni, meeting, mostre d'arte ed eventi culturali, convegni, promozione di prodotti, set fotografici ed iniziative di grande suggestione. 
È possibile prenotare visite guidate ( minimo  20 persone).

In primavera è possibile abbinare alla visita un'escursione didattica, storico- naturalistica guidata al "Pratone" di Monte Gennaro nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili. 

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Androne e cappella

Di forma quadrangolare, era originariamente il patio del castello, successivamente coperto come oggi si presenta.
Sul lato sinistro rispetto all'entrata, originariamente era presente una prigione che durante la fase di restauro nel periodo 1956-1969, ad opera dell'architetto Luca Brasini, venne trasformata in cappella. La cappella ospitò papa Giovanni XXIII che la consacrò nel 1963.

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Sala Conviviale

La superficie cromatica interessata, ricopre le quattro pareti per circa 1,30 m di altezza dal soffitto verso il basso. Vi si trovano rappresentate decorazioni floreali, bucrani e descrizioni di paesaggi della Valle dell'Aniene. I quadretti paesaggistici sono ascrivibili alla scuola di pittura cinquecentesca degli Zuccari.
I paesaggi sono intervallati ad insegne araldiche fregiate con gli emblemi dei Cesi e dei Medici, per concessione fatta dal pontefice Clemente VII a ringraziamento dei servigi fatti da Paolo Emilio Cesi.

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Sala dei Vescovi

Di forma quadrangolare affrescata da Sud verso Est. Nella parete a sud troviamo lo stemma di Pietro Donato Cesi, vescovo di Narni, lo stemma di Ludovico Cesi Abbate e delle insegne cristiane, unite alle figure di Diana ed Apollo.
Nella parete Nord c'è lo stemma con croce bicroma di Scipione Santa Croce vescovo di Cervia e quello di Ottavio Cesi, fratello del Cardinale.
Questi due personaggi sono accompagnati da Giove e Mercurio. Sulla parete ovest si conclude il ciclo mitologico con Marte e Venere
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Sala dei Cardinali

Tre grandi sipari sulle pareti completamente affrescate si aprono allo spettatore per mostrare i paesaggi della valle dell'Aniene e del territorio tiburtino. E' facile riconoscere scenari e panorami più volte riproposti dagli artisti cinquecenteschi tra i quali si scorgono le rovine del Tempio della Tosse, la villa di Mecenate, i resti del Tempio di Ercole Vincitore, il Tempio di Vesta e una delle porte di Tivoli. Ai lati di questi panorami, quasi a sorvegliare il diorama, sono presenti gli stemmi e i cartigli della famiglia Cesi. La stanza fu, nel periodo del Risorgimento, adibita a granaio e presenta sui muri i segni "della conta dei sacchi" di grano.

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Sala quattro stagioni

Di forma quadrangolare, la sala è completamente affrescata fino a terra, tranne la parete nord.
Al di sopra di una composta e ricca trabeazione, uno di fronte all'altro si elevano due enormi stemmi cardinalizi: quello del cardinal Federico e quello Paolo Emilio Cesi. La parte soprastante è affrescata con quattro ricche figure allegoriche rappresentanti le quattro stagioni rispettando la simbologia dell'iconografia classica.

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... per i più curiosi ... chicche di altri tempi

Numerosi sono gli ambienti che oltre alle sale principali arricchiscono l'esperienza del visitatore che viene immerso in percorsi esperenziali che vanno dal Medioevo, Rinascimento fino al Risorgimento. 

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