Frontespizio dello statuto del 1626 derivante dallo statuto Orsini del 1479

Lo statuto del 1479

Lo Statuto del 1479 di San Polo dei Cavalieri

Il primo Statuto in lingua "volgare" concesso da Napoleone Orsini

 

Nel 1479, Napoleone Orsini concesse a San Polo dei Cavalieri il primo Statuto in lingua "volgare", un documento di fondamentale importanza che regolamentava la vita della comunità e sanciva diritti e doveri degli abitanti del castello.

Lo Statuto rappresenta una testimonianza eccezionale della vita medievale e della lungimiranza degli Orsini nel dotare il feudo di norme scritte accessibili alla popolazione. Il documento analizzato è una preziosa copia del 1626, arricchita con aggiunte approvate da Federico Cesi, il celebre fondatore dell'Accademia dei Lincei.

Il frontespizio dello statuto del 1626 (testimonianza dello statuto del 1479)

Frontespizio dello statuto del 1626 derivante dallo statuto Orsini del 1479
Frontespizio dello statuto del 1626 derivante dallo statuto Orsini del 1479

Il frontespizio menziona tre autorità che confermarono lo Statuto:

  • Napoleone Orsini degli Orsini (Conte di Tagliacozzo),
  • Paolo Cesi, Duca di Acquasparta (approvazione dei capitoli fino al 1625),
  • Un "Signor" il cui nome risulta di difficile lettura nel documento ed alla comissione della comunità del castello.

La prefazione allo statuto: elementi chiave

Fortunatamente monsignor Angelo Antonio Meucci, autore della "Breve storia di S. Polo dei Cavalieri", pubblicata nel 1947, riporta integralmente la parte introduttiva dello statuto che ci permette di trarre importanti considerazioni.

  • Lo statuto fu redatto per volontà di Napoleone Orsini, Signore di Tagliacozzo, con l'obiettivo di: "metter fine a uno stato di cose non più rispondente ai tempi e per definire in maniera chiara, e alla portata di tutti, i rapporti tra feudatario e Comune" (p. 35).
  • Lo Statuto fu compilato in cinque libri formati in fogli di pergamena e rappresenta "attualmente il più antico documento depositato nel Comune" (p. 35).

1. Motivazione religiosa

L'incipit è significativo:

"Nel Nome di Dio. Amen. Ad laude et honore de ipso glorioso Dio omnipotenti, padre, figlio et Spiritu Sancto, trinitate perfetta, uno Dio, della sua benedetta gloriosa madre Vergine Maria, delli soi Sancti Apostoli Sancto Pietro e Sancto Paolo, Sancto Nicolao Confessore, Sancta Lucia, advocati dello detto infrascripto castello, e di tutti gli altri sancti e sancte..." (p. 36)

Questo rivela come i Sanpolesi fossero "animati da profondo spirito religioso e da illimitato rispetto per la Santa Religione Cattolica" (p. 38).

2. Continuità giuridica

Lo Statuto chiarisce di essere una volgarizzazione di precedenti disposizioni in latino:

"...quale Statuto in licterato et latino sermone usato et confirmato per lo passato da soa Illustre Signoria con soi capitoli et ordinationi et transumtato et vulgarizato per me Don Giovanni..." (p. 37)

Questo indica l'esistenza di precedenti versioni dello statuto risalenti a prima del 1479 e redatte in latino, quindi poco comprensibili a tutta la popolazione.

3. Procedura di approvazione

La redazione fu commissionata dai Massari e dal Comune:

"Per questa data simo contenti ad compiacentia delli massari et comuno de Sancto Polo possano retrarre e ridurre lo lor Statuto in vulgare sermone: non per lo che in sustantia niuno capitolo de detto Statuto variar" (p. 37)

I Massari in carica erano:

  • Petro del Miuccio
  • Colabrasillo
  • Antoni de' Antoni Isabella
  • Jacobo de Juvanni de Milano

4. Il copista

Lo Statuto fu trascritto da Don Giovanni, come si evince dal testo:

"transumtato et vulgarizato per me Don Giovanni de detto Castello de voluntate et quale commissione dei Massari homini e comune de detto Castello" (p. 37)

Date di completamento

Il documento fornisce date precise:

"nel tempo dell'Ufficio del Massariato... sotto l'anni della nativita del Nostro Signore Gesù Cristo MCCCLXXIX — fornito nelli MCCCCXXX nel mese di Majo nel tempo del pontificato del nostro infrascripto Pontefice, presule e Signore Sisto, per la Divina Provvidenza, Papa IV nella tredicesima indizione" (p. 38)

Quindi:

  • Iniziato nel 1479
  • Completato nel maggio 1480
  • Durante il pontificato di Sisto IV

Contenuto normativo

Struttura amministrativa

Dallo Statuto emerge che l'amministrazione comunale era retta da:

  1. Massariato: collegio temporaneo di amministratori
  2. Obbligo di giuramento di conformità alle disposizioni statutarie prima di entrare in carica
  3. Divieto di apportare variazioni al testo

Rapporti feudali

Lo Statuto definiva chiaramente i rapporti tra feudatario e Comune sotto la signoria degli Orsini di Tagliacozzo.

Statuto del 1591 sotto i Cesi

Meucci riferisce di un nuovo Statuto redatto sotto il dominio dei Cesi:

"i Cesi pensarono anche ad adottare nuove norme legali già consone ai tempi mutati e allo spirito della popolazione che si andava rinnovando. A questo scopo fecero redigere un nuovo statuto, ordinato dal Barone Federico Cesi, Duca d'Acquasparta" (p. 47)

Questo Statuto fu:

  • Ordinato da: Federico Cesi, Duca d'Acquasparta
  • Copiato da: Giovanni Gualdo
  • Per commissione di: Massari e Consiglio dei dodici
  • Data: 3 giugno 1591
  • Conservazione: Archivio di Stato

Il Castello prese allora il nome di Palazzo Baronale.

Significato storico

Importanza dello Statuto del 1479

  1. Documento più antico: Era il più antico documento conservato nell'Archivio Comunale.
  2. Testimonianza di autonomia: Dimostra un'organizzazione amministrativa strutturata.
  3. Volgarizzazione: un atto democratico che risponde ad esigenze di:
    • Accessibilità per tutti i cittadini,
    • Trasparenza nelle norme,
    • Modernizzazione rispetto al latino riservato ai dotti,
    • Partecipazione più ampia alla vita pubblica.
  4. Continuità giuridica: Conferma l'esistenza di normative precedenti in latino.

Contesto storico

Lo Statuto si colloca in un periodo in cui:

  • San Polo era sotto il dominio degli Orsini di Tagliacozzo
  • Il feudo aveva già una sua identità amministrativa consolidata
  • Esisteva la necessità di regolare i rapporti tra signoria feudale e comunità locale

Conclusioni

Lo Statuto del 1479 rappresenta un documento fondamentale per comprendere l'organizzazione amministrativa e sociale di San Polo nel periodo della signoria Orsini. La sua redazione in volgare testimonia un'attenzione alla partecipazione della comunità locale alla vita pubblica, mentre la sua struttura rivela un sistema amministrativo evoluto, basato sul Massariato e regolato da precise norme che definivano i rapporti tra il feudatario e la comunità.

La successiva redazione dello Statuto del 1591 sotto i Cesi conferma come San Polo mantenesse una propria identità giuridica e amministrativa anche nei passaggi tra diverse signorie.

Dettagli del Documento: testo in italiano antico

Tipo di Documento:
Statuto comunale in lingua volgare
Data Originale:
1479 (MCCCLXXIX)
Data della Copia:
1626 (CIDIDCCXXVI)
Concesso da:
Napoleone Orsini, Signore di San Polo dei Cavalieri
Aggiunte Approvate da:
Federico Cesi Cesius, Duca di Acquasparta (1625)
Lingua:
Italiano volgare
Supporto:
Pergamena

Trascrizione del Frontespizio

Traduzione in Italiano Moderno

Timeline statuto del 1479
Timeline statuto del 1479

Stemmi e simboli nel documento

Il frontespizio è decorato con lo stemma degli Orsini, visibile in alto a sinistra. Lo stemma rappresenta:

Stemma della Famiglia Orsini

  • Corona: Simbolo della nobiltà e del potere feudale
  • Banda d'argento: Elemento distintivo dello stemma Orsini
  • Rosa: Simbolo araldico degli Orsini ("orso" e "rosa")

Il documento fa riferimento alle "Arme de la S.R.E." (Santa Romana Ecclesia) e agli "antichi [stemmi] per le stelle", indicando i legami della famiglia con il papato.

Note paleografiche e linguistiche

Caratteristiche della scrittura

  • Abbreviazioni: Tipiche dell'epoca (Signr per Signore, d.o per detto)
  • Numerazione romana: MCCCLXXIX (1479), CIDIDCCXXVI (1626)
  • Ortografia: Forme arcaiche come "agionte" per "aggiunte"
  • Latino-volgare: Mescolanza di termini latini (Dominatus) e volgari

Elementi linguistici interessanti

"Trasportato inaugurare": Formula che indica la trascrizione ufficiale del documento originale con cerimonia di inaugurazione.

"Ser mone": Probabile riferimento al "sermone" o discorso ufficiale di presentazione.

"Gentil homo del Collegio de' Cavalieri": Titolo nobiliare che sottolinea l'appartenenza al ramo degli "Orsini dei Cavalieri".

Un Tesoro da Preservare

Lo Statuto del 1479 di San Polo dei Cavalieri è molto più di un semplice documento amministrativo. È una finestra aperta sulla vita di un borgo medievale, testimonianza tangibile del governo illuminato degli Orsini e del passaggio alle mani dei Cesi.

La presenza della firma di Federico Cesi sulle aggiunte del 1625 crea un ponte ideale tra il Medioevo e l'alba della scienza moderna, ricordandoci che questo castello non fu solo una fortezza militare, ma un luogo di cultura, diritto e innovazione.

"Il primo Statuto in lingua volgare rappresenta un atto di straordinaria lungimiranza: rendere il diritto accessibile al popolo, affinché tutti potessero conoscere e comprendere le leggi che regolavano la propria vita."

Bibliografia e Fonti

Fonti Primarie

  • Statuto del Castello di San Polo dei Cavalieri (1479), copia del 1626 consultabile presso l'archio del Senato della Repubblica Italiana.
Archivio del Senato della Repubblica Italiana
Archivio del Senato della Repubblica Italiana

Studi e Ricerche

  • Meucci, A. A. (1947). Breve storia di San Polo dei Cavalieri.
  • Felici, A. (1974). Storia di San Polo: Dialetto, usi e costumi dei sanpolesi.
  • Comune di San Polo dei Cavalieri. (2002). Anda paese…: Aggiornamento delle vicende storiche e riscoperta del patrimonio dialettale.

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