Dai Borghese ai nostri giorni
Dopo la devastante peste del 1656, il castello conobbe un lungo periodo di declino: i Borghese, a differenza dei Cesi, non proseguirono la valorizzazione culturale dell’edificio, affittandolo nel 1810 a Nicolò Trusiani che lo destinò a granaio, danneggiando irreparabilmente molti affreschi della scuola degli Zuccari.Il XX secolo segnò la rinascita: dopo i primi restauri del 1939, l’architetto Luca Brasini negli anni ’50 avviò un recupero organico completato dal giurista Andrea Berardi, che trasformò una stanza del mastio in cappella consacrata da Papa Giovanni XXIII. Gli interventi della società ICAB 23, sotto supervisione della Soprintendenza, hanno restituito al castello la sua originale bellezza.Oggi il castello coniuga residenza privata ed eventi culturali, rappresentando un esempio virtuoso di tutela e valorizzazione del patrimonio storico italiano.
